In quest’articolo parliamo del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), uno strumento essenziale per garantire un ambiente lavorativo sicuro e consapevole dei rischi ai quali i lavoratori sono esposti.

La sicurezza non è soltanto una normativa da rispettare, ma un valore che migliora la qualità della vita in azienda e che Co.Di.Me promuove giorno dopo giorno.

Che cos'è il DVR?

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è un documento obbligatorio per ogni azienda italiana, previsto dalla legislazione sulla sicurezza sul lavoro. La sua funzione principale è quella di individuare e valutare i rischi presenti nell'ambiente lavorativo, per poi definire le misure adeguate a prevenirli e gestirli. Il DVR descrive in dettaglio l'ambiente di lavoro, i processi produttivi e le mansioni svolte dai lavoratori, offrendo una panoramica completa delle potenziali fonti di pericolo.

Perché è importante la redazione del DVR?

La stesura di un DVR non è solo un adempimento legale, ma un processo fondamentale per la salvaguardia della salute dei lavoratori.
Attraverso il DVR, l'azienda ha la possibilità di:

Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro

Il quadro normativo italiano impone la redazione del DVR a tutte le aziende attraverso il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008).

Il Testo Unico sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (D.lgs 81/08) è il punto di riferimento della legislazione italiana in materia di salute e sicurezza. Esso stabilisce una serie di requisiti essenziali che ogni azienda deve soddisfare per garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre.

Tra le principali disposizioni, spicca l'obbligo per i datori di lavoro di redigere e mantenere aggiornato il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Questo documento deve dettagliare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, proponendo misure preventive e protettive adeguate.

In aggiunta, il Testo Unico impone che le aziende implementino politiche di formazione continua per i lavoratori, affinché questi siano sempre informati sui potenziali pericoli e sulle pratiche di sicurezza più efficaci. È anche necessario che ogni azienda disponga di un servizio di prevenzione e protezione, guidato da un responsabile della sicurezza esperto e competente, incaricato di sovraintendere l'applicazione delle norme di sicurezza.

Il rispetto di queste normative non solo previene incidenti e malattie professionali, ma contribuisce anche a promuovere una cultura della sicurezza all'interno delle strutture lavorative, essenziale per la tutela continua della salute dei lavoratori.

Questo approccio sistemico alla sicurezza è fondamentale per costruire un ambiente lavorativo che valorizzi e protegga ogni lavoratore, aspetto che CO.DI.ME tiene in grande considerazione nel suo operato quotidiano.

Il giusto procedimento nella redazione del DVR

La redazione del DVR richiede un approccio metodico e dettagliato, che prevede varie fasi:

Rinnovo e aggiornamento del DVR: frequenza e modalità

Il rinnovo e l'aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) sono aspetti cruciali gestiti con specifiche modalità come stabilito dal Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.lgs 81/08).

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non esiste una frequenza minima obbligatoria per l'aggiornamento del DVR, se non in occasione della fondazione di una nuova impresa, per la quale il DVR deve essere redatto entro i primi 90 giorni di attività.

Tuttavia, il Testo Unico individua chiaramente le circostanze che obbligano un aggiornamento immediato del DVR, da effettuarsi entro 30 giorni dall'evento scatenante. Questi eventi includono:

La gestione dell'aggiornamento del DVR deve avvenire attraverso una collaborazione stretta tra il datore di lavoro, il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e il medico competente. Questi devono assicurare che ogni modifica necessaria sia riflessa nel documento, mantenendolo così sempre attuale rispetto agli sviluppi aziendali e normativi.

È importante ricordare che il DVR non è un documento statico, ma una parte dinamica e fondamentale dell'organizzazione aziendale, destinato a evolvere in base ai cambiamenti strutturali, organizzativi e tecnologici. Esso deve costantemente monitorare e aggiornare le informazioni sui rischi potenziali e le misure preventive adottate. Inoltre, l'aggiornamento del DVR deve essere documentato e comunicato tempestivamente ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), assicurando che tutte le modifiche siano trasparenti e note a chi opera all'interno dell'azienda. La data di ogni revisione del documento deve essere chiaramente attestata, spesso tramite l'applicazione di una marca temporale sul file, per garantire l'integrità e la tracciabilità delle informazioni.

La formazione per la gestione della sicurezza sul lavoro

Investire nella formazione e nell'aggiornamento costante dei lavoratori e dei responsabili della sicurezza è fondamentale per assicurare un ambiente di lavoro sicuro e prevenire incidenti o infortuni. Il Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs 81/08) pone l'accento sull'obbligo per i datori di lavoro di fornire una formazione adeguata e mirata, basata sui rischi specifici dell'ambiente lavorativo. Questa formazione deve andare oltre il semplice adempimento iniziale. È essenziale che sia un processo continuo, in grado di adeguarsi alle evoluzioni delle normative, alle novità procedurali e tecnologiche, e alle dinamiche interne dell'azienda.

L'aggiornamento periodico è cruciale non solo per i lavoratori ma anche per i responsabili della sicurezza, che devono essere sempre all'avanguardia nella gestione dei rischi e nell'implementazione di misure preventive efficaci.

Co.Di.Me.: al tuo fianco nella salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Co.Di.Me. si impegna a garantire un ambiente di lavoro sicuro e protetto per i dipendenti, fornendo servizi di consulenza e formazione specializzati, che tengono conto di tutte le normative vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, come previsto dal Testo Unico del D.lgs 81/08.

Contattataci per capire come fornire alla tua azienda le competenze necessarie per prevenire gli incidenti sul lavoro e affrontare le situazioni di emergenza.

Il verbale di invalidità civile rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di chi, a seguito di minorazioni o disabilità, cerca di accedere alle agevolazioni e tutele fornite dallo Stato italiano. In quest’articolo spieghiamo la sua importanza e quali sono le procedure per ottenerlo.

Che cos'è il verbale di invalidità Civile?

Il verbale di invalidità è il documento conclusivo di un processo di valutazione condotto dall'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) finalizzato a riconoscere lo stato di invalidità di un individuo. Questo documento è essenziale per accedere a una serie di benefici e supporti dedicati alle persone con disabilità, inclusi incentivi economici e sostegni nel quotidiano.

Quali sono le condizioni per essere riconosciuti invalidi civili?

Un individuo è considerato invalido civile quando presenta una riduzione permanente della capacità lavorativa superiore a un terzo, a causa di deficit fisici, psichici o sensoriali. Importante sottolineare che tale status è distinto da altre forme di invalidità, come quella di guerra, di lavoro o per servizio, per le quali vigono normative specifiche.

Chi può presentare la domanda?

La richiesta del verbale può essere avanzata da:

Procedura di richiesta

La procedura inizia con la presentazione della certificazione medica tramite il medico di base, che deve essere trasmessa all'INPS telematicamente. Successivamente, l'INPS fissa un appuntamento per la visita di valutazione, alla quale il richiedente deve presentarsi con documentazione specifica. L'esito di tale visita è riassunto nel verbale di invalidità, che indica il grado di disabilità riconosciuto e eventuali prestazioni economiche spettanti.

Le visite di revisione

Per alcuni soggetti, in particolari condizioni di età o diagnosi, possono essere previste visite di revisione periodiche, volte a verificare la persistenza dei requisiti per il mantenimento dei benefici. Alcune patologie, tuttavia, sono esentate da revisione per la loro natura permanente.

Il verbale 104 INPS

Si tratta di un documento che sintetizza l'esito della valutazione di invalidità, fondamentale per accedere alle agevolazioni previste dalla legge 104/92. Questo verbale è consultabile online o può essere richiesto direttamente presso gli uffici INPS.

L'importanza del verbale

Il verbale di invalidità non solo attesta la condizione di disabilità dell'individuo ma stabilisce anche la percentuale di riduzione della capacità lavorativa, criterio fondamentale per l'assegnazione di specifiche prestazioni economiche e supporti.

L'ottenimento del verbale di invalidità civile rappresenta una tappa fondamentale per chi vive con disabilità, consentendo l'accesso a sostegni e servizi essenziali. È importante che i richiedenti seguano attentamente la procedura e si avvalgano di tutte le informazioni e il supporto possibile per navigare nel processo con successo.

In un mondo in cui la sicurezza sul lavoro è una priorità imprescindibile, l'implementazione di standard efficaci diventa cruciale per proteggere i lavoratori e garantire la continuità delle attività aziendali.

La Certificazione ISO 45001 è un sistema di gestione centrale nelle normative legate alla sicurezza occupazionale. Adottare questo sistema di gestione non è solo un atto di conformità, ma un investimento tangibile nella tutela dei dipendenti e nella salvaguardia dell'azienda stessa. È un viaggio che inizia con la consapevolezza dei rischi e si trasforma in un percorso verso la creazione di un ambiente lavorativo più sicuro e sano.

Che cos’è la Certificazione ISO 45001?

La Certificazione ISO 45001 rappresenta un passo avanti significativo nel campo della gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Questa certificazione non racchiude solo un insieme di requisiti per proteggere i dipendenti di un'azienda, ma abbraccia anche la responsabilità di garantire la sicurezza di tutti coloro che varcano la soglia dell'ambiente lavorativo, inclusi i visitatori.
Essa costituisce uno dei pilastri fondamentali di un sistema di gestione integrato, insieme ad altri standard riconosciuti come ISO 14001 per l'ambiente e ISO 9001 per la qualità. Questa integrazione non solo migliora la reputazione dell'azienda agli occhi dei fornitori e del pubblico, ma la rende anche più competitiva sia a livello nazionale che internazionale.

I cambiamenti della normativa

L’ISO 45001 del 2018 si propone di rimpiazzare la precedente OHSAS 18001, uno standard britannico introdotto nel 2007. Pur conservando gran parte delle linee guida della sua predecessora, la ISO 45001 si distingue per l'inclusione di nuovi elementi fondamentali. Una delle principali differenze rispetto alla OHSAS 18001 risiede nell'accento posto sul ruolo del leader all'interno dell'organizzazione. Un'altra innovazione degna di nota è l'attenzione rivolta alla salute mentale dei dipendenti e all'importanza attribuita alla loro prevenzione, in una visione più olistica della salute e sicurezza sul lavoro, che riconosce l'importanza del benessere psicologico dei lavoratori per garantire un ambiente lavorativo sano e produttivo.
L'implementazione di questa nuova certificazione non è soltanto una mera formalità, ma richiede pianificazione e adattamento da parte delle aziende.

High level structure

La norma ISO 45001 si allinea ad altre internazionali (come la ISO 9001), adottando la stessa struttura a 10 punti che include:

1. Scopo e campo di applicazione
2. Riferimenti Normativi
3. Termini e definizioni
4. Contesto dell’organizzazione
5. Leadership
6. Pianificazione
7. Supporto
8. Attività operative
9. Valutazione delle prestazioni
10. Miglioramento

La sezione dedicata al contesto dell'organizzazione offre un'opportunità preziosa per comprendere appieno le sfide e le opportunità legate alla sicurezza sul lavoro (https://www.codime.com/servizi-di-ingegneria/), consentendo alle aziende di adattare le proprie strategie di conseguenza.

La focalizzazione sulla leadership, come indicato nel punto cinque, è di particolare rilievo. Una leadership impegnata e consapevole è essenziale per promuovere una cultura della sicurezza e per ispirare l'intera organizzazione a seguire le migliori pratiche in materia di salute (https://www.codime.com/i-benefici-della-promozione-della-salute-negli-ambienti-di-lavoro/) e sicurezza. Tuttavia, la vera efficacia della norma risiede nella sua capacità di essere pratica ed esecutiva. I punti dedicati alla pianificazione, all'esecuzione, alla valutazione e al miglioramento continuo fungono da pilastri su cui si basa l'intero sistema. È attraverso una rigorosa attuazione di queste fasi che le aziende possono individuare e mitigare i rischi presenti sul luogo di lavoro, implementare misure protettive adeguate e valutare costantemente l'efficacia delle proprie politiche.

Perché ottenere la certificazione ISO 45001?

Ottenere la certificazione ISO 45001 offre una serie di vantaggi significativi. Oltre a dimostrare l'adozione di standard elevati in materia di sicurezza occupazionale, questa certificazione apre le porte a una serie di opportunità che possono contribuire al successo e alla crescita dell'azienda.

In primo luogo, la certificazione ISO 45001 aumenta notevolmente le possibilità di partecipare a gare d'appalto, sia a livello nazionale che internazionale. Molte organizzazioni, sia pubbliche che private, richiedono la conformità a determinati standard di salute e sicurezza prima di considerare un'azienda come fornitore o partner.

Inoltre, ottenere la certificazione può attrarre investimenti da parte degliazionisti e degli investitori, poiché dimostra un impegno tangibile per il benessere dei dipendenti e la gestione responsabile delle risorse aziendali.

La certificazione ISO 45001 può anche favorire l'inserimento di nuovi talenti nell'organico aziendale. I professionisti qualificati sono sempre più attenti alla cultura aziendale e alla sicurezza sul lavoro quando valutano le opportunità di lavoro. In conclusione, ma non meno importante, la promozione della salute e della sicurezza sul lavoro tramite la certificazione ISO 45001 porta a lavoratori più sani e produttivi. Un ambiente di lavoro sicuro e salutare riduce il rischio di infortuni e malattie professionali, aumentando così la produttività complessiva dell'azienda e riducendo le interruzioni nella produzione dovute a problemi di salute e sicurezza.

Come ottenere la ISO 45001?

Per ottenere la certificazione ISO 45001 non sono necessari requisiti minimi in termini di dimensioni, produzione e numero di dipendenti. Tale certificazione si adatta a qualsiasi tipo di attività, sia essa nel settore pubblico che in quello privato.

I requisiti per ottenere la ISO 45001 riguardano la gestione della sicurezza in azienda e devono essere implementati per almeno 4 mesi all'interno del proprio ambiente lavorativo. Questa gestione viene valutata tramite audit interni e revisioni da parte della direzione.

La certificazione viene ottenuta dopo un'audit condotto da un ente accreditato e indipendente. La fase iniziale dell'implementazione richiede la valutazione degli elementi che influenzano la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, al fine di individuare i rischi e adottare le adeguate misure di sicurezza.

In aggiunta, è consigliabile organizzare corsi di formazione specifici sulla Politica per la Salute e Sicurezza e attuare tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie per gestire i rischi e prevenire gli incidenti.

Il Sistema di Gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro richiede un costante monitoraggio e gestione delle misure adottate, per garantire che siano operative e per ridurre i rischi sui luoghi di lavoro.

Garantisci un ambiente lavorativo sicuro e produttivo con Co.Di.Me.

Ottenere la ISO 45001 consente di accedere a numerosi vantaggi in termini di sicurezza, ma anche di produttività. Seguire i requisiti di questo standard consente infatti non solo di far lavorare i propri dipendenti in un ambiente salubre e sicuro, ma anche abbattere i costi legati agli infortuni.

Contattaci per conoscere i servizi e i corsi di formazione di Co.Di.Me.,che aiuteranno la tua azienda arispettare tutti i requisiti per la sicurezza sul lavoro.

Il rumore costituisce uno dei principali pericoli per la salute negli ambienti lavorativi. La valutazione del pericolo acustico fa parte dei rilievi ambientali e consiste nell'analizzare il livello di esposizione al rumore dei lavoratori all'interno degli spazi di lavoro, con l'obiettivo di verificare che l'esposizione rimanga entro i limiti di sicurezza stabiliti dalla normativa.

L'articolo 28 del decreto legislativo 81/2008 stabilisce che il responsabile del lavoro è tenuto a valutare tutti i pericoli all'interno della sua attività, compreso il rischio acustico.

Anche nei casi in cui il pericolo risulti chiaramente assente o trascurabile, il responsabile del lavoro deve comunque valutarlo, indicandolo sempre esplicitamente nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Che cos’è il rumore?

Il rumore è un effetto acustico di disturbo, che può avere origine sia naturale che artificiale, e che interferisce con l'ascolto delle persone. L'unità di misura utilizzata per quantificare il rumore è il decibel (dB).

Rischio acustico: quali sono i pericoli per la salute?

Le conseguenze derivanti dall'esposizione al rumore dipendono dall'intensità del rumore stesso e dalla durata dell'esposizione. Possono essere classificate come segue:

Un'elevata esposizione al rumore sul luogo di lavoro può quindi comportare gravi danni e favorire lo sviluppo di malattie, come:

Quando è obbligatoria la valutazione rischio rumore?

La valutazione del rischio acustico è obbligatoria per identificare i dipendenti esposti a fonti di rumore e implementare le misure adeguate alla prevenzione e alla protezione della salute e della sicurezza.
Questa valutazione è obbligatoria per tutte le aziende, indipendentemente dal settore produttivo, che impiegano almeno un lavoratore esposto al rischio di rumore. Anche se il rischio di rumore è trascurabile o assente nelle attività, il datore di lavoro deve comunque condurre una valutazione e farne menzione esplicita nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Il risultato della valutazione del rischio acustico viene inclusa nei seguenti documenti:

Ogni quanto va effettuata e aggiornata la valutazione del rischio rumore?

La valutazione dei rischi derivanti dall'esposizione ad agenti fisici, compreso il rumore, viene pianificata ed eseguita almeno ogni quattro anni. La valutazione dei rischi, tuttavia, deve essere aggiornata ogni volta che si verificano cambiamenti che potrebbero renderla non più valida, quali variazioni nelle condizioni di lavoro, negli impianti o nei processi produttivi, nonché nuove informazioni sulla salute e sicurezza. Inoltre, l'aggiornamento è necessario quando i risultati della sorveglianza sanitaria indicano la necessità di una revisione della valutazione.

Cosa deve valutare il datore di lavoro?

Secondo il comma 1 dell'art. 190 del decreto legislativo 81/2008, nel processo di valutazione del rischio di esposizione al rumore durante le attività lavorative, il datore di lavoro deve prendere in considerazione i seguenti aspetti:

In base all'esito della valutazione, il datore di lavoro deve identificare le misure di prevenzione e protezione necessarie, tra cui:

Se nonostante l'implementazione di queste misure i valori limite di esposizione vengono superati, il datore di lavoro deve:

Valutazione rischio rumore: normativa di riferimento

Le normative di riferimento relative al rischio da rumore sono:

In aggiunta a queste normative, sono rilevanti:

Come si effettua la valutazione del rischio rumore?

A seconda della gravità di rischio individuata possiamo distinguere due tipologie di valutazione:

La valutazione del rischio rumore con misurazioni fonometriche

La valutazione del rischio rumore con misurazioni fonometriche comporta specifiche rilevazioni acustiche e richiede la seguente documentazione:

La valutazione del rischio rumore senza misurazioni fonometriche

La valutazione del rischio rumore senza misurazioni viene condotta quando l'esposizione al rumore è considerata trascurabile e coinvolge solo alcune rilevazioni standard per garantire il rispetto dei valori limite.

Questa valutazione deve includere i seguenti elementi:

Valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro

La valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro è un'attività fondamentale data l'importanza del rumore come causa comune di malattie professionali.

Questa valutazione ha i seguenti obiettivi:

In particolare, la norma UNI 11347:2015, che riguarda il Programma Aziendale per la Riduzione dell'Esposizione (P.A.R.E.) nei luoghi di lavoro, specifica:

Il P.A.R.E. deve fornire una serie di informazioni, tra cui:

Sanzioni per il rischio rumore

Le sanzioni previste dall'articolo 219 del decreto legislativo 81/2008 variano in base alla violazione commessa, e prevedono l’arresto (dai 2 ai 6 mesi) o l’ammenda (da 750 a 6400 euro) in base alla gravità del reato.

Gestione del rischio da rumore sul lavoro con Co.Di.Me.

Per garantire la sicurezza e la conformità normativa, è consigliabile affidarsi a professionisti esperti nel campo dei rilievi strumentali.
Attraverso l'utilizzo di strumentazioni e metodologie avanzate, in CoDi.Me. possiamo fornire una valutazione dettagliata e affidabile del rischio acustico nei tuoi luoghi di lavoro, contribuendo così a garantire un ambiente sicuro e salutare per tutti i dipendenti.
Contattaci per avere più informazioni e conoscere i nostri servizi di ingegneria.

La segnaletica aziendale rappresenta uno strumento di fondamentale importanza nel minimizzare i potenziali rischi legati agli incidenti sul luogo di lavoro. La disposizione degli elementi segnaletici, sia in maniera permanente che temporanea, si adatta alle tipologie di pericoli e alla persistenza delle minacce all'interno della struttura aziendale.

Il fine primario della segnaletica è quello di fornire informazioni chiare ai lavoratori riguardo alla presenza di rischi, nonché indicare la collocazione di attrezzature e vie di fuga in caso di pericolo.

Qual è l'utilità della segnaletica di sicurezza?

La sua funzione principale è quella di avvisare i lavoratori sulla possibile presenza di pericoli. Alcuni tipi di segnaletica mirano, invece, a sollecitare i lavoratori a evitare comportamenti che potrebbero risultare dannosi per la propria salute o per quella dei colleghi.

Consideriamo la segnaletica di avvertimento che, mediante il suo colore giallo o giallo-arancio e la forma triangolare, segnala la presenza di rischi imminenti. Immaginiamo un ambiente industriale in cui l'uso di determinate attrezzature può comportare rischi significativi. La presenza di cartelli di avvertimento chiari e ben posizionati informa i lavoratori sulla necessità di prestare particolare attenzione e di adottare le precauzioni necessarie durante l'interazione con tali attrezzature.

Inoltre, esaminiamo la segnaletica di divieto, che, mediante il suo colore rosso e la forma rotonda, indica ciò che è vietato. Prendiamo come esempio un laboratorio chimico dove l'uso di determinati prodotti potrebbe essere pericoloso. La presenza di cartelli di divieto ben visibili avverte i lavoratori di evitare l'uso di tali sostanze senza le adeguate misure di sicurezza, contribuendo così a prevenire situazioni dannose per la salute.

Questi semplici esempi illustrano come la segnaletica di sicurezza, oltre a segnalare la presenza di pericoli, possa anche influenzare positivamente il comportamento dei lavoratori, promuovendo una maggiore consapevolezza e adesione alle pratiche di sicurezza.

Quanti e quali sono i diversi tipi di segnaletica di sicurezza?

I principi della segnaletica di sicurezza sono definiti dal D.Lgs 493/96 e dal D.Lgs 81/08.

Riassumendo, la segnaletica può essere di diversi tipi:

Gli Art. 161 e 162 del D.Lgs 81/08 specificano i dettagli relativi alle tipologie di segnaletica da impiegare in base alle necessità aziendali, inclusi i segnali per individuare aree pericolose, disposizioni generali per i segnali di sicurezza, cartelli segnaletici, segnali luminosi, ecc.

È obbligatoria la presenza di segnaletica di sicurezza in azienda?

Oltre a quanto stabilito dall'articolo 163, che attribuisce l'obbligo al datore di lavoro, la necessità di utilizzare la segnaletica di sicurezza all'interno delle aziende è anche sottolineata a livello europeo dalla Normativa UNI-EN-ISO 710/2012. Per garantire la gestione ottimale delle situazioni di pericolo, è fondamentale disporre di diversi tipi di segnaletica di sicurezza. Possedere una varietà di segnaletica risulta altresì utile per prevenire ogni potenziale rischio in ogni settore lavorativo di qualsiasi azienda.

Il ruolo di Co.Di.Me. al fianco delle imprese

La sicurezza sugli ambienti di lavori è una delle priorità che Co.Di.Me. persegue da sempre. Ecco perché si propone come il partner ideale per le aziende, offrendo soluzioni integrate per la sicurezza sul lavoro e corsi di formazione dedicati.
Contatta Co.Di.Me. per un ambiente lavorativo più sicuro e consapevole.

Il rischio elettrico durante l'attività lavorativa rappresenta una delle principali fonti di incidenti e decessi sul luogo di lavoro.

I lavoratori che operano con l'elettricità, come ad esempio gli elettricisti, i tecnici di manutenzione e gli operatori di apparecchiature elettriche, sono particolarmente esposti ai rischi associati alla conduzione della corrente.

In quest’articolo esploreremo il rischio elettrico, spiegando anche le disposizioni del Testo Unico sulla sicurezza dei lavoratori e la Norma CEI 11 27.

Cosa si intende per rischio elettrico: definizione

Il rischio elettrico in un contesto lavorativo si riflette nella possibilità che i lavoratori possano trovarsi esposti a situazioni pericolose causate da correnti elettriche durante l'esecuzione delle proprie mansioni.

Le fonti di rischio elettrico in un ambiente di lavoro possono originarsi da diverse circostanze, come la negligenza nella manutenzione degli impianti elettrici, la presenza di cavi elettrici danneggiati o installati in modo scorretto, l'utilizzo di attrezzature elettriche non conformi alle normative di sicurezza, una scarsa formazione (https://www.codime.com/i-nostri-corsi/) del personale riguardo all'utilizzo di tali attrezzature, l'isolamento insufficiente delle parti attive degli impianti elettrici, l'assenza di dispositivi di protezione, e così via.

Il pericolo elettrico può manifestarsi attraverso:

Quali sono le implicazioni del rischio elettrico?

Il rischio elettrico può comportare diverse conseguenze negative per la sicurezza e la salute dei lavoratori, nonché per le attrezzature aziendali.

Alcuni degli esiti del pericolo elettrico comprendono:

Elettrocuzione: si verifica quando una corrente elettrica attraversa il corpo umano, potenzialmente causando lesioni gravi o la morte, a seconda dell'entità della corrente e del periodo di esposizione.

Correnti elettriche: che possono provocare gravi bruciature sulla pelle e sui tessuti sottostanti, richiedendo lunghi periodi di guarigione e lasciando cicatrici permanenti.

Fiamme o incendi: possono verificarsi soprattutto durante cortocircuiti o surriscaldamenti di cavi elettrici o apparecchiature.

Danni alle proprietà e interruzione delle attrezzature industriali: il rischio elettrico può causare danni significativi alle proprietà aziendali e interruzioni nell'operatività delle attrezzature industriali.

Effetti a lungo termine sulla salute: comprendono danni ai nervi, alla vista, all'udito e al cuore, influenzando la salute a lungo termine dei lavoratori esposti.

Senza dimenticare che l'esperienza di un incidente legato all'elettrocuzione o al rischio elettrico può generare effetti psicologici a lungo termine, tra cui ansia, stress post-traumatico e depressione. Pertanto, la conoscenza da parte del datore di lavoro delle normative sul rischio elettrico e l'adozione di misure adeguate sono fondamentali per la tutela sia dell'azienda che dei lavoratori.

Normativa sul Rischio Elettrico 81/08

Le direttive relative alla gestione del rischio elettrico sono presenti sia nel Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro, D.lgs 81/08, che nella Norma CEI 11-27.

Il Decreto Legislativo 81/08, noto come il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, disciplina il rischio elettrico nell'ambiente lavorativo e stabilisce gli obblighi dei datori di lavoro in materia di prevenzione e tutela dei lavoratori esposti a questo tipo di rischio.

La Norma CEI 11-27 fornisce indicazioni dettagliate per prevenire il rischio elettrico sul luogo di lavoro, con l'obiettivo di assicurare la sicurezza dei lavoratori. Questa normativa definisce il rischio elettrico come la possibilità di lesioni o danni fisici causati dall'esposizione a correnti elettriche, stabilendo una serie di obblighi per i datori di lavoro al fine di garantire la sicurezza dei lavoratori esposti a questo rischio.

La Normativa CEI 11-27 prevede la definizione di diverse misure di sicurezza atte a prevenire situazioni di rischio elettrico.

Tra queste, vi sono:

Questa normativa si applica a una vasta gamma di attività che coinvolgono l'uso di energia elettrica, come l'installazione e manutenzione di impianti elettrici, la produzione e distribuzione di energia elettrica, lavori elettrici sotto tensione, utilizzo di attrezzature elettriche, lavorazione di materiali conduttori, e tante altre.

Rischio elettrico e responsabilità del datore di lavoro

Il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie per garantire la tutela dei lavoratori da tutti i potenziali rischi di natura elettrica legati all'utilizzo di materiali, apparecchiature e impianti elettrici forniti loro.

A questo scopo, il datore di lavoro esegue una valutazione del rischio elettrico, prendendo in considerazione i seguenti aspetti:

a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, comprese eventuali interferenze;

b) i rischi presenti nell'ambiente di lavoro;

c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili.

La valutazione del rischio deve essere condotta con il supporto di un professionista competente e deve tener conto delle peculiarità degli impianti elettrici, delle attrezzature elettriche e dell'ambiente di lavoro in cui si svolgono le attività. In seguito alla valutazione del rischio elettrico, il datore di lavoro implementa misure tecniche ed organizzative volte a eliminare o minimizzare i rischi presenti. A tale scopo, si individuano i dispositivi di protezione collettivi e individuali necessari per condurre il lavoro in sicurezza, e vengono predisposte procedure di utilizzo e manutenzione per assicurare nel tempo il mantenimento del livello di sicurezza raggiunto mediante l'adozione di adeguate misure preventive.

Prevenzione del rischio elettrico: le misure per i lavoratori

Per mitigare i rischi elettrici sul luogo di lavoro, è cruciale attenersi alle norme di sicurezza e adottare tutte le precauzioni necessarie.

In particolare, è imperativo:

Previeni il rischio elettrico con Co.Di.Me.: servizi, formazione e supporto

La prevenzione del rischio elettrico è un tema di primaria importanza per la sicurezza nei luoghi di lavoro e richiede massima attenzione e impegno.

In Co.Di.Me., ci impegniamo a garantire che tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni e dal settore, rispettino il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro.

Offriamo supporto ai titolari di aziende attraverso una gamma di servizi, compresa la valutazione dei rischi e la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), evitando errori che potrebbero comportare pesanti sanzioni.

Forniamo anche figure professionali per la prevenzione dei rischi, come Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), medici competenti e altri professionisti.

I nostri corsi di formazione, condotti da docenti certificati, sono disponibili sia in modalità presenziale che online.

Contattaci per avere ulteriori informazioni sui nostri servizi e sui nostri corsi.

Le tecnologie digitali e l'automatizzazione stanno cambiando radicalmente la natura del lavoro. Se da un lato questa trasformazione offre molte opportunità, dall’altro porta con sé nuove sfide per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Queste tematiche sono state anche al centro della Settimana europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, che si è tenuta dal 23 al 27 ottobre.

Settimana europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro

L’evento, che si tiene ogni anno, ha rappresentato un'importante opportunità per affrontare le sfide emergenti legate alla salute e alla sicurezza sul lavoro nell'ambito della crescente digitalizzazione. In particolare, il tema di questa edizione è stato il "Lavoro sano e sicuro nell'era digitale".

Durante l'evento, sono stati organizzati numerosi eventi di sensibilizzazione in tutta l'Unione Europea e oltre. Questi eventi comprendevano proiezioni speciali, iniziative sui social media, conferenze, mostre, concorsi e sessioni di formazione, tutti mirati a informare lavoratori e datori di lavoro sui rischi e le opportunità legate al lavoro nell'era digitale.

In particolare, è stato affrontato il tema dei disturbi psicosociali causati dall'uso intensivo delle tecnologie digitali, derivanti da attività ininterrotte, lavoro solitario e processi automatizzati. Altri rischi evidenziati riguardavano la privacy e la diffusione dei dati personali, oltre all'insicurezza emotiva legata all'impiego dell'intelligenza artificiale, poiché molti lavoratori temevano che le nuove tecnologie potessero prendere il sopravvento.

Lavoro sano e sicuro nell'era digitale: le tematiche

Le cinque principali tematiche della campagna "Lavoro sano e sicuro nell'era digitale" che hanno guidato le discussioni e le iniziative sono state:

La crescente presenza di lavoratori su piattaforme digitali ha sollevato questioni legate alla loro salute e sicurezza, compresa la mancanza di protezioni tipiche dei lavoratori tradizionali.

L'automazione ha reso possibile l'utilizzo di robot per compiti fisici e cognitivi, portando con sé nuove sfide in termini di sicurezza sul lavoro e formazione dei lavoratori.

Il lavoro da remoto e ibrido ha comportato un cambiamento significativo nelle dinamiche lavorative e nell'equilibrio tra vita professionale e personale, sollevando questioni di stress e isolamento.

L'utilizzo di algoritmi e intelligenza artificiale nella gestione del personale ha sollevato preoccupazioni riguardo alla privacy, alla giustizia e all'equità nelle decisioni lavorative.

L'adozione di tecnologie intelligenti può contribuire a migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro, ma è essenziale che siano implementate in modo responsabile e con l'attenzione dovuta alla sicurezza dei lavoratori.

Lavoro digitale: le sfide per la salute dei lavoratori

Da esperti del settore, quando si parla di lavoro nell’era digitale, riteniamo che i temi da affrontare sono anche altri. Ecco alcuni spunti che vogliamo portare alla discussione:

Ergonomia digitale

L'uso intensivo di dispositivi digitali come computer e smartphone può portare a problemi di salute, come sindrome del tunnel carpale, affaticamento degli occhi e disturbi muscolo-scheletrici. Gli ambienti di lavoro digitali devono essere progettati per ridurre il rischio di tali problemi attraverso l'ergonomia, la formazione e pause regolari.

Le aziende dovrebbero investire nella progettazione di postazioni di lavoro ergonomiche, e fornire formazione sulla corretta postura e la prevenzione di lesioni legate all'uso dei dispositivi digitali.

Salute mentale

L'era digitale ha portato a un aumento del lavoro da remoto e delle lunghe ore passate davanti a uno schermo. Questo può aumentare il rischio di stress, ansia e depressione tra i lavoratori. Le aziende devono essere consapevoli di queste sfide e promuovere la salute mentale sul posto di lavoro.

Le aziende possono offrire programmi di benessere che includono consulenza e supporto per la salute mentale. Devono anche promuovere un ambiente di lavoro in cui i dipendenti si sentano liberi di parlare dei loro problemi senza paura di discriminazioni.

Un aiuto in quest’ambito può arrivare dalle app per promozione della salute nei luoghi di lavoro.

Cybersecurity

Con l'aumento delle minacce cibernetiche, la sicurezza dei dati è diventata cruciale. I lavoratori digitali devono essere formati per riconoscere le minacce e adottare pratiche di sicurezza informatica per proteggere le informazioni sensibili.

La formazione sulla sicurezza informatica deve essere costante e le aziende devono adottare politiche e procedure rigorose per proteggere i dati aziendali.

Isolamento sociale

Lavorare da remoto può portare all'isolamento sociale, con un impatto negativo sulla salute mentale. Le aziende devono cercare modi per promuovere l'interazione sociale tra i dipendenti, anche quando lavorano a distanza.

Utilizzare strumenti di comunicazione e collaborazione online per mantenere i dipendenti connessi anche quando lavorano da remoto.

Aggiornamenti continui

Nell'era digitale, le competenze dei lavoratori devono essere costantemente aggiornate per stare al passo con l'evoluzione della tecnologia. Questo richiede un impegno costante nella formazione e nello sviluppo professionale.

Le aziende possono istituire programmi di formazione continua per garantire che i dipendenti mantengano le competenze rilevanti e si adattino ai cambiamenti tecnologici.

Affronta le sfide della digitalizzazione sul lavoro con Co.Di.Me

In questa nuova era digitale, la salute e la sicurezza sul lavoro sono diventate ancora più cruciali per garantire il benessere dei lavoratori. Le sfide legate alla digitalizzazione richiedono una risposta olistica, coinvolgendo non solo le aziende e i lavoratori, ma anche partner affidabili e specializzati come Co.Di.Me., che si occupa di Medicina del Lavoro e Sorveglianza Sanitaria.

Con i nostri servizi specializzati offriamo consulenza e supporto per affrontare le sfide emergenti e le nuove questioni legate al lavoro, anche nell'ambito della crescente digitalizzazione.

Sia che si tratti di valutare i rischi psicosociali legati all'uso delle tecnologie digitali, di garantire la sicurezza dei lavoratori in ambienti digitali o di fornire servizi di sorveglianza sanitaria per monitorare la salute dei lavoratori esposti a rischi specifici, Co.Di.Me. sarà al tuo fianco, con servizi mirati e competenze specializzate.

La sicurezza sul lavoro rimane una priorità fondamentale, nonostante le sfide tecnologiche.

Contattaci, siamo il punto di riferimento per le aziende in cerca di soluzioni e supporto nella promozione di un ambiente di lavoro sano e sicuro.

L'ambiente di lavoro è il luogo in cui trascorriamo gran parte delle nostre giornate, e la sicurezza dei dipendenti dovrebbe essere una priorità assoluta per qualsiasi datore di lavoro responsabile.

Il pronto soccorso è un aspetto critico della gestione della sicurezza, in quanto può fare la differenza tra una situazione di emergenza che si risolve prontamente e un incidente che potrebbe avere conseguenze gravi o addirittura fatali.

Continua a leggere per scoprire come puoi contribuire a creare un ambiente di lavoro più sicuro e protetto.

Che cos'è il pronto soccorso?

Con “pronto soccorso” si intende l'insieme delle azioni volte a fornire assistenza in situazioni di emergenza a persone in difficoltà, vittime di traumi fisici o psicologici o malori improvvisi, in attesa dell'arrivo di soccorritori qualificati. Comprende anche l'assistenza prestata in strutture temporanee in situazioni critiche, in attesa del trasferimento del paziente in strutture sanitarie più adeguate.

L’obiettivo delle operazioni di pronto soccorso è l'analisi della situazione di emergenza per determinare se è necessario chiamare soccorsi avanzati, seguita dalla fornitura dell'assistenza richiesta. Tutto deve essere eseguito con la massima attenzione per non causare ulteriori danni alla persona.

La regolamentazione del pronto soccorso

Il ruolo del servizio di pronto soccorso nei luoghi di lavoro è disciplinato da una serie di decreti:

Compiti dell'operatore di pronto soccorso

Il D.lgs 81/08 dispone che ogni azienda deve nominare uno o più operatori di pronto soccorso con il compito di garantire la sicurezza sul lavoro, intervenendo in caso di incidenti o situazioni di emergenza.

Queste figure sono designate per mantenere la sicurezza sul luogo di lavoro e devono possedere le competenze necessarie in materia di pronto soccorso, acquisite attraverso un corso di formazione obbligatorio per ottenere l'idoneità a svolgere questo ruolo.

Gruppi A, B, C: come sono divise le imprese per il pronto soccorso

Le aziende sono suddivise in tre gruppi identificati dalle lettere A, B e C.

A ciascun gruppo sono associate specifiche direttive in merito al pronto intervento.

Nella categoria A rientrano aziende quali:

Nel gruppo B sono incluse aziende con almeno tre lavoratori che non appartengono al gruppo A.

Nel gruppo C sono comprese aziende con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

Nomina degli operatori di pronto soccorso

La designazione degli operatori di pronto soccorso è responsabilità del datore di lavoro e il numero di operatori dipende dal gruppo di appartenenza dell'azienda (gruppo A, B o C).

La mancata conformità a questa disposizione può comportare un arresto da 2 a 4 mesi o una sanzione da 750 euro a 4000 euro.

Per le attività di gruppo B o C, ovvero quelle con meno di cinque lavoratori, il datore di lavoro può assumere il ruolo di operatore di pronto intervento, a condizione che il lavoratore nominato originariamente si trovi sul luogo di lavoro in quel momento.

Cosa fare in caso di pronto soccorso

I compiti degli operatori di pronto soccorso sono molteplici. Tra questi rientrano la conoscenza dei rischi specifici sul luogo di lavoro e dei metodi per chiamare soccorsi avanzati, nonché la verifica della sicurezza dell'ambiente di lavoro.

In situazioni di pronto soccorso è fondamentale:

  1. saper riconoscere i pericoli e intervenire in caso di emergenza sanitaria, offrendo assistenza alle vittime di infortuni;
  2. valutare la condizione dell'infortunato, verificando le funzioni vitali (respirazione e coscienza);
  3. rassicurare l'infortunato, se cosciente;
  4. evitare di fare commenti sulla sua condizione, anche se sembra incosciente;
  5. chiamare il servizio di emergenza (118), indicando chiaramente la posizione dell'incidente.

Inoltre, se la vittima non è cosciente ma respira, bisogna mettere la persona in posizione di sicurezza, allentare indumenti stretti, cinture e cravatte.

Se invece non respira, bisogna:

In ogni caso, gli addetti al pronto soccorso devono rimanere calmi e agire prontamente, evitando di creare affollamento intorno alla persona ferita o in difficoltà.

La formazione per il pronto soccorso

La formazione per il Pronto Soccorso e, più in generale, per la sicurezza sul lavoro, non solo aumenta la consapevolezza delle potenziali minacce sul luogo di lavoro, ma fornisce anche le competenze necessarie per agire tempestivamente e in modo appropriato.

La formazione in materia di sicurezza instilla una cultura di responsabilità e consapevolezza tra i dipendenti, aiutando a creare un ambiente di lavoro più sicuro e protetto per tutti.

Inoltre, le aziende che investono nella formazione per la sicurezza vedono spesso un calo degli incidenti, una maggiore efficienza e una migliore reputazione aziendale.

La formazione è il pilastro su cui si basa una cultura della sicurezza solida, e dovrebbe essere considerata una priorità per tutte le organizzazioni che si prendono sul serio il benessere dei propri dipendenti.

Puoi consultare i corsi di formazione di Co.Di.Me. oppure contattarci se hai bisogno di chiarimenti o hai delle richieste specifiche da porci.

I datori di lavoro sono responsabili della salute e della sicurezza dei propri dipendenti, anche in relazione agli effetti dello stress termico ambientale. Le alte temperature possono mettere a rischio i lavoratori, causando diverse patologie, tra cui colpi di calore e sincopi.

In un momento storico in cui la crisi climatica porta all'innalzamento delle temperature anche in periodi dell'anno più freddi, è importante ripensare alle modalità di prevenzione e protezione dei lavoratori dallo stress termico.

Come il nostro corpo regola la sua temperatura

Il corpo umano è omeotermo, ovvero mantiene costante la sua temperatura a circa 36-37 gradi centigradi. Per raggiungere quest’obiettivo, utilizza un sistema di termoregolazione che comprende l'ipotalamo, un organo che rileva le variazioni di temperatura nell'ambiente e attiva i meccanismi per mantenere il benessere degli organi.

Quando fa caldo, il corpo suda per disperdere calore. Tuttavia, se le condizioni ambientali sono troppo elevate, il corpo può non essere in grado di raffreddarsi efficacemente. Questo può portare a un aumento della temperatura corporea, con conseguenze potenzialmente gravi.

Tra le patologie da calore più comuni vi sono:

Effetti dell'esposizione al sole

L'esposizione al sole può causare danni agli occhi e alla pelle, e a lungo andare può generare anche a infortuni pericolosi, non solo per gli effetti diretti del calore sul corpo, ma anche per gli effetti indiretti. Ad esempio, un lavoratore preso da sincope potrebbe cadere da un'altezza elevata, oppure potrebbe ferirsi con degli strumenti di lavoro.

Le direttive del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha emanato il piano nazionale di prevenzione del caldo sulla salute, che fornisce indicazioni utili per la valutazione del rischio da eccessivo calore in ambienti di lavoro "severi", ovvero quelli che portano i meccanismi di termoregolazione del corpo umano a essere costantemente sollecitati.

Obblighi del datore di lavoro

I datori di lavoro sono obbligati a valutare tutti i rischi presenti nelle proprie aziende, tra cui: lo stress termico, il livello di inquinamento atmosferico e delle radiazioni solari.

Valutazione dei rischi e misure di prevenzione e protezione

Dopo aver identificato i rischi, i titolari d'azienda devono raccogliere le informazioni nel Documento di Valutazione dei rischi (DVR), in modo da procedere, con le altre figure incaricate della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, all'individuazione delle misure di prevenzione e protezione da applicare in azienda.

Misure di prevenzione e protezione da stress termico

I datori di lavoro devono intervenire per garantire condizioni di temperatura ottimali per i propri dipendenti. Tra le misure previste vi sono:

Seguendo queste semplici regole, è possibile ridurre il rischio di patologie da calore e lavorare in sicurezza anche nelle giornate più calde.

Acclimatazione

Per ridurre il rischio da stress termico, il Ministero della Salute ha introdotto il concetto di acclimatazione, ovvero un processo che consente all'organismo di tollerare le alte temperature. Questo processo si ottiene aumentando gradualmente i carichi di lavoro e l'esposizione al calore dei lavoratori, favorendo l'effettuazione di frequenti pause per l'approvvigionamento di acqua e il riposo all'ombra.

La formazione per ridurre i rischi del caldo sul lavoro

I luoghi di lavoro devono adottare misure aggiuntive per ridurre gli effetti del caldo sui lavoratori. Innanzitutto, i dipendenti devono essere adeguatamente formati sui rischi per la salute causati dalle alte temperature, in modo da riconoscere i sintomi di un colpo di calore e di altre patologie correlate.

La formazione dovrebbe anche includere la prevenzione delle ondate di calore e le attività per contrastare il caldo, mantenendo il corpo alla temperatura corretta, utilizzando anche i dispositivi di protezione individuale (DPI).

L’importanza della sorveglianza sanitaria

Un'altra misura importante è la sorveglianza sanitaria, in collaborazione con il medico competente. Il medico del lavoro deve effettuare visite periodiche per assicurarsi che tutti i lavoratori siano in grado di svolgere le loro mansioni in sicurezza. Inoltre, i datori di lavoro dovrebbero organizzare corsi di formazione e addestramento per gli addetti al primo soccorso, in modo che possano intervenire rapidamente in caso di emergenza.

Il sistema del compagno

Un altro strumento utile per prevenire i sintomi di una patologia legata al caldo eccessivo è il cosiddetto "sistema del compagno". Si tratta di un sistema di controllo reciproco tra i lavoratori, soprattutto nei momenti della giornata in cui le temperature sono più elevate o durante le ondate di calore. In caso di sintomi di un colpo di calore, un compagno può chiamare il 118 (o il numero unico 112) e prestare il primo soccorso, indicando l'esatta posizione del lavoratore in difficoltà.

La formazione per prevenire i malanni da calore

Secondo una ricerca dell'INAIL, in Italia ogni anno si verificano circa due milioni di infortuni legati al caldo sul lavoro. Con l'aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico, questo numero potrebbe aumentare ulteriormente.

Per prevenire gli infortuni che colpiscono i lavoratori esposti a temperature elevate, ti consigliamo di consultare le nostre pagine dedicate alla medicina del lavoro e ai corsi di formazione.

Sotto la supervisione di un Coordinatore Sanitario, il reparto sanitario presso Co.Di.Me. dispone di un ampio team di esperti in Medicina del Lavoro, compresi sia professionisti interni che consulenti esterni. In aggiunta, l'azienda collabora attivamente con infermieri altamente qualificati.

I nostri corsi di formazione, che possono essere svolti in aula o a distanza, ti forniranno informazioni utili, in modo che tutti i dipendenti possano conoscere le modalità di prevenzione delle patologie legate al caldo.

Continua a seguire il nostro blog per leggere sempre più articoli sul tema della sicurezza sul lavoro.

La digitalizzazione sta rapidamente trasformando il panorama lavorativo, è fondamentale quindi portare l’attenzione sulla creazione di un futuro digitale sicuro e sano, con particolare attenzione ai rischi psicosociali ed ergonomici legati alla digitalizzazione.

Vediamo insieme gli effetti delle nuove tecnologie nell'ambito della sicurezza e salute sul lavoro.

Nuove tecnologie tra opportunità e sfide

La digitalizzazione del lavoro porta nuove sfide riguardanti la sicurezza e la salute sul lavoro connesse all'evoluzione tecnologica.

Un esempio di queste nuove tecnologie è rappresentato dai sistemi basati sull'intelligenza artificiale e sulla robotica avanzata, che stanno trasformando il modo in cui il lavoro umano viene progettato ed eseguito. Tali sistemi, sia incorporati (come robotica) che non incorporati (come applicazioni intelligenti), sono capaci di compiere azioni con un certo grado di autonomia per svolgere compiti fisici o cognitivi e raggiungere obiettivi specifici.

Tutto ciò ha un impatto positivo notevole, non solo sulla produttività delle imprese, ma anche sulla sicurezza e salute sul lavoro. Ad esempio, grazie a queste nuove tecnologie, i lavoratori possono essere allontanati da mansioni e ambienti pericolosi e il carico di lavoro può essere ottimizzato.

I sistemi basati sull'IA possono assumersi compiti ripetitivi ad alto rischio o non creativi, liberando i lavoratori da attività che comportano rischi tradizionali ed emergenti per la sicurezza sul lavoro, e consentendo loro di concentrarsi su compiti a basso rischio e di natura produttiva o creativa.

Tuttavia, le nuove tecnologie comportano anche sfide e rischi, soprattutto riguardanti l'interazione di tali sistemi con i lavoratori, come collisioni impreviste, eccessiva dipendenza da tali sistemi e altre problematiche psicosociali e organizzative.

Le nuove forme di gestione dei lavoratori

L'intelligenza artificiale e le tecnologie digitali hanno introdotto nuove forme di gestione dei lavoratori. Rispetto alle forme di gestione tradizionali, che si basano principalmente su supervisori umani, la gestione basata sull'IA implica l'utilizzo di nuovi sistemi e strumenti che raccolgono dati in tempo reale sui comportamenti dei lavoratori da diverse fonti, al fine di informare la dirigenza e supportare decisioni automatizzate o semi automatizzate basate su algoritmi o forme più avanzate di intelligenza artificiale.

Nonostante le opportunità offerte da queste nuove soluzioni per una gestione basata sull'IA - quando implementate in modo trasparente e con il coinvolgimento informato e consultato dei lavoratori - è essenziale considerare anche gli aspetti etici e di privacy, oltre ai fattori di rischio psicosociali che possono derivare da queste nuove forme di monitoraggio e gestione dei lavoratori.

L'evoluzione tecnologica nell'era dell'IA e della robotica

Ancora oggi, quando si parla di IA o di sistemi basati su di essa, manca una definizione universalmente accettata sia tra gli studiosi che tra i professionisti. Diverse parti e ambiti disciplinari propongono diverse definizioni.

Ad esempio, secondo l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), un sistema di IA è una macchina in grado di influenzare l'ambiente, fornendo raccomandazioni, previsioni o prendendo decisioni riguardo a un insieme specifico di obiettivi. Ciò avviene attraverso l'utilizzo di input/dati per percepire l'ambiente circostante, elaborare queste percezioni in modelli e interpretare i modelli stessi per formulare possibili opzioni riguardanti i risultati.

D'altra parte, un gruppo di esperti istituito dalla Commissione Europea (2019) definisce l'intelligenza artificiale (IA) come il comportamento intelligente mostrato dai sistemi che analizzano l'ambiente e intraprendono azioni, con un certo grado di autonomia, per raggiungere obiettivi specifici. Questi sistemi basati sull'IA possono essere sotto forma di software operanti nel mondo virtuale, o possono essere incorporati in dispositivi hardware, come robot avanzati, veicoli autonomi, droni o applicazioni dell'Internet delle cose.

Parallelamente, il campo della robotica ha conosciuto un'evoluzione notevole. La gamma di robot è stata ampliata: dai tradizionali robot fissi e ingabbiati, capaci di sollevare pesanti carichi e progettati per la precisione e velocità di esecuzione, si è giunti a robot innovativi che consentono un'interazione più stretta uomo-robot in ambienti meno strutturati. Questi ultimi vengono denominati cobot o robot leggeri.

Va sottolineato che le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) stanno costantemente migliorando le funzioni cognitive supportate. Oltre a visualizzare informazioni, i sistemi innovativi sono in grado di monitorare le azioni e fornire, in tempo reale, informazioni sensibili al contesto.

In conclusione, possiamo affermare che le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale e la robotica sono una grande opportunità per migliorare la sicurezza e la salute degli ambienti di lavoro.

Allo stesso tempo, bisogna essere vigili su questioni delicate che riguardano, ad esempio, il rispetto dei diritti umani, la promozione della diversità e la prevenzione della discriminazione riguardo a queste evoluzioni tecnologiche.

L'accento va posto anche su problematiche cruciali inerenti alla privacy e alla gestione dei dati.

In Co.Di.Me. siamo convinti che sia fondamentale affrontare questi aspetti con consapevolezza, mentre ci muoviamo verso un futuro sempre più tecnologicamente avanzato.

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