Errori nei corsi di sicurezza per i lavoratori: cosa fare (e cosa no)

La formazione sulla sicurezza sul lavoro è uno dei pilastri fondamentali della prevenzione degli infortuni e della tutela della salute dei lavoratori.

Con l’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025 e entrato in vigore contestualmente, il quadro normativo è stato ulteriormente armonizzato e rafforzato in tutta Italia secondo l’art. 37 del D.Lgs. 81/08.

Tuttavia, molte aziende continuano a commettere errori nella gestione della formazione obbligatoria, compromettendo non solo la conformità normativa, ma soprattutto l’efficacia reale dei percorsi formativi. In questo articolo analizziamo gli errori più comuni e forniamo indicazioni pratiche su come evitarli alla luce delle novità 2025.

1. Sottovalutare l’importanza della formazione obbligatoria

Uno degli errori più gravi è considerare la formazione un mero adempimento burocratico. Questa visione porta a organizzare corsi solo per evitare sanzioni, senza investire nella qualità e nell’efficacia didattica.

Conseguenze tipiche:
- i lavoratori non acquisiscono competenze pratiche utili alla prevenzione dei rischi;
- aumenta la probabilità di infortuni e di danni materiali;
- l’azienda può incorrere in sanzioni in caso di controlli ispettivi o incidenti;
- la responsabilità civile e penale aumenta in caso di eventi gravi.

Come evitarlo:
Pianificare la formazione come investimento strategico per la sicurezza aziendale. Coinvolgere RSPP, medico competente e altre figure tecniche nella progettazione dei corsi, definendo contenuti che rispondano ai rischi specifici dell’azienda.

2. Affidarsi a enti formativi non accreditati o non qualificati

Molte aziende, spinte dalla ricerca di costi contenuti, si rivolgono a soggetti non accreditati. L’Accordo 2025 ribadisce che la formazione deve essere erogata da soggetti autorizzati quali enti accreditati, organismi paritetici, associazioni sindacali, enti istituzionali e fondi interprofessionali.

Conseguenze:
Gli attestati rilasciati da enti non autorizzati non hanno validità legale e non soddisfano l’obbligo normativo.

Come evitarlo:
Verificare sempre l’accreditamento dell’ente formatore e i requisiti dei docenti. Consultare gli elenchi ufficiali delle Regioni/Province autonome e richiedere copia delle certificazioni di qualifica.

3. Corsi generici non aderenti ai rischi specifici

L’Accordo 2025 rafforza l’obbligo di una formazione coerente con la valutazione dei rischi: per essere efficace, il percorso formativo deve rispondere ai reali rischi e alla mansione svolta.

Errore tipico: adottare corsi standard che non approfondiscono i rischi peculiari dell’azienda.

Come evitarlo:
Analizzare il Documento Valutazione Rischi – DVR per identificare i rischi specifici presenti, quindi scegliere o progettare corsi personalizzati con esempi pratici e casi reali. Per mansioni ad alto rischio, prevedere moduli dedicati con esercitazioni operative.

4. Non rispettare le tempistiche normative

Il nuovo Accordo 2025 enfatizza l’importanza di completare la formazione prima dell’esposizione ai rischi specifici della mansione e non successivamente all’inizio dell’attività lavorativa. Organizzare la formazione dopo l’inizio del lavoro resta un errore diffuso.

Come evitarlo:
Integrare la formazione nel processo di inserimento del personale, utilizzando anche modalità e-learning o videoconferenza per ottimizzare tempi e risorse, soprattutto per la formazione generale e la formazione specifica a basso rischio.

5. Trascurare gli aggiornamenti periodici

La formazione non è un evento isolato, ma un processo continuo. Il nuovo quadro normativo conferma la necessità di aggiornamenti periodici, la cui durata e frequenza variano per ciascuna figura coinvolta nella sicurezza (lavoratori, preposti, dirigenti, ecc.).

Come evitarlo:
Creare un calendario formativo aziendale con scadenze delle ore di aggiornamento, utilizzando strumenti gestionali che inviano promemoria automatici.

6. Modalità di erogazione non conformi

L’Accordo 2025 riconosce varie modalità di erogazione (in aula, e-learning e videoconferenza sincrona) ma stabilisce requisiti tecnici e limiti specifici per ciascuna figura formata.

Errore frequente: offrire corsi in modalità non consentita (es. e-learning per corsi che richiedono sessioni pratiche).

Come evitarlo:
Verificare sempre, insieme all’ente formatore, che la modalità proposta sia conforme alle prescrizioni normative e documentata negli attestati.

7. Accettare attestati senza verificare la validità

Accettare attestati formativi dei neoassunti senza verificarne la validità può creare non conformità normative.

Elementi da controllare sempre:
- dati dell’ente formatore e accreditamento;
- durata minima prevista dalla normativa;
- data e scadenze degli aggiornamenti;
- corrispondenza tra livello di rischio e mansione.Come evitarlo:
Implementare una checklist di verifica attestati e coinvolgere l’RSPP nella valutazione degli stessi.

8. Gestione inadeguata della documentazione

La corretta archiviazione di programmi, registri presenze, test di verifica e attestati è fondamentale in caso di controlli ispettivi o infortuni.

Come evitarlo:
Creare un archivio digitale per dipendente, con backup regolari, e mantenere copie cartacee degli attestati principali. Richiedere sempre all’ente formatore tutta la documentazione dei corsi.

9. Formazione poco coinvolgente e inefficace

Anche rispettando i requisiti formali, una formazione monotona e poco interattiva non produce cambiamenti reali nei comportamenti.

Come evitarlo:
Scegliere enti che adottano tecniche didattiche coinvolgenti, esempi pratici, esercitazioni e test di verifica finali con feedback reali.

10. Trascurare la formazione di preposti e dirigenti

Il nuovo Accordo 2025 ha rafforzato i requisiti formativi per le figure come preposti, dirigenti e datori di lavoro, con aggiornamenti più stringenti e durate minime definite (ad es. 12 ore per i preposti e novità per datori di lavoro).

Come evitarlo:
Identificare con precisione chi ricopre questi ruoli e garantire che completino la formazione adeguata prima di assumere le proprie responsabilità.

Con Co.Di.Me., la formazione diventa prevenzione concreta

Evitare questi errori significa:
-essere in piena conformità normativa;
- ridurre concretamente il rischio di infortuni;
- creare una cultura della prevenzione in azienda;
- valorizzare la formazione come fattore di crescita organizzativa;
- mettere davvero al centro la tutela della salute dei lavoratori.

Co.Di.Me., con oltre 30 anni di esperienza nella sicurezza sul lavoro, è al fianco delle aziende per garantire percorsi formativi di qualità e conformi alla normativa vigente.

Offriamo consulenza personalizzata per pianificare la formazione, corsi disponibili in aula, videoconferenza ed e-learning, edizioni quotidiane e supporto completo per la gestione documentale e delle scadenze.

Per informazioni sui nostri corsi e una consulenza personalizzata, contatta i nostri esperti.

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