Near miss: perché segnalarli e come gestirli correttamente

La prevenzione efficace parte sempre da ciò che quasi è accaduto. I near miss (o mancati infortuni) rappresentano uno degli strumenti più potenti, e spesso sottovalutati, per migliorare la sicurezza sul lavoro.

Da oltre trent’anni Co.Di.Me. affianca aziende ed enti nella gestione integrata della prevenzione, supportando datori di lavoro, RSPP e coordinatori della sicurezza attraverso consulenza tecnica, sorveglianza sanitaria e percorsi di formazione specifica finalizzati a ridurre gli infortuni prima che si verifichino.

Cos’è un near miss e perché è così importante

Un near miss è un evento che non ha causato danni a persone o cose, ma che avrebbe potuto provocare un infortunio o un incidente se le condizioni fossero state leggermente diverse.
Esempi tipici sono una caduta evitata per pochi centimetri, un oggetto che precipita senza colpire nessuno, un mezzo che sfiora un lavoratore senza investirlo. Questi eventi sono veri e propri indicatori di rischio: segnalano che una barriera di sicurezza (tecnica, organizzativa o comportamentale) non ha funzionato correttamente.

Near miss, situazioni pericolose e infortuni: facciamo chiarezza

È utile distinguere tra tre concetti chiave:

  • Situazione pericolosa: il pericolo è presente, ma non si è verificato alcun evento (es. protezione rimossa).
  • Near miss: l’evento si verifica, ma senza conseguenze.
  • Infortunio: l’evento provoca un danno o una lesione.

Comprendere questa differenza consente di attribuire correttamente priorità, azioni correttive e livelli di analisi.

Perché segnalare i near miss conviene (anche all’azienda)

Segnalare e gestire correttamente i near miss porta benefici concreti:

  • Riduzione degli infortuni: intervenire prima evita incidenti gravi.
  • Migliore continuità operativa: meno fermi, meno emergenze.
  • Risparmio economico: diminuiscono costi indiretti, danni e contenziosi.
  • Crescita della cultura della sicurezza: i lavoratori diventano parte attiva del sistema di prevenzione.
  • Maggiore efficacia dei sistemi HSE e ISO 45001, grazie a dati utili per il miglioramento continuo.

Il quadro normativo: cosa prevede il D.Lgs. 81/08

Il D.Lgs. 81/08 non utilizza sempre l’espressione “near miss”, ma stabilisce chiaramente che ogni lavoratore deve segnalare immediatamente le condizioni di pericolo di cui venga a conoscenza (art. 20).

Un sistema strutturato di segnalazione dei near miss consente di trasformare questo obbligo in un processo organizzato, tracciabile e realmente efficace.

Come costruire un sistema di gestione dei near miss efficace

1. Definire cosa va segnalato

Regola pratica: se un evento poteva causare un danno, va segnalato. Meglio un eccesso iniziale di segnalazioni che il silenzio.

2. Rendere la segnalazione semplice e veloce

Un buon sistema deve essere:

  • rapido (pochi campi essenziali);
  • accessibile anche da smartphone;
  • accompagnato da una comunicazione chiara sul suo utilizzo.

3. Promuovere una “just culture”

La segnalazione non deve mai diventare uno strumento punitivo.
Il focus deve essere sulle cause, non sulle colpe.

4. Classificare per gravità potenziale

Non conta il danno reale (pari a zero), ma ciò che sarebbe potuto accadere. Questo permette di stabilire le priorità di intervento.

5. Analizzare le cause profonde

Strumenti come i 5 Why, il diagramma di Ishikawa o l’analisi delle barriere aiutano a individuare problemi organizzativi, tecnici o procedurali.

6. Attuare azioni correttive verificabili

Ogni azione deve avere:

  • un responsabile;
  • una scadenza;
  • una verifica di efficacia.

7. Restituire feedback

Chi segnala deve sapere cosa è stato fatto: è la chiave per mantenere vivo il sistema.

Near miss e cantieri: un’attenzione ancora più alta

Nei cantieri temporanei e mobili, i near miss sono particolarmente rilevanti per la presenza di più imprese, lavorazioni interferenti e rischi elevati.
Eventi come quasi-cadute dall’alto, interferenze tra mezzi e pedoni o protezioni rimosse devono essere integrati nella gestione di POS e PSC, nelle riunioni di coordinamento e nei sopralluoghi del CSE.

L’esperienza di Co.Di.Me. nella sicurezza sui cantieri consente di trasformare i near miss in strumenti operativi di prevenzione reale.

Indicatori utili per monitorare il sistema

Alcuni KPI efficaci:

  • numero di near miss segnalati (rapportato a ore lavorate);
  • percentuale di near miss ad alta gravità potenziale;
  • tempo medio di chiusura delle azioni correttive;
  • percentuale di azioni verificate come efficaci.

Un aumento iniziale delle segnalazioni è spesso un segnale positivo: indica maggiore attenzione e partecipazione.

Gli errori più comuni da evitare

  • moduli troppo complessi;
  • mancanza di feedback;
  • analisi superficiali (“errore umano” come unica causa);
  • assenza di interventi strutturali;
  • approccio punitivo;
  • chiusura delle azioni senza verifica.

Il ruolo della formazione nella prevenzione dei near miss

Un sistema di segnalazione funziona solo se le persone sanno riconoscere il rischio.
Per questo la formazione è fondamentale: Co.Di.Me. eroga corsi di sicurezza sul lavoro, sia in aula sia in modalità e-learning, dedicati a lavoratori, preposti, dirigenti, RSPP e figure di cantiere. I corsi aiutano a sviluppare consapevolezza, capacità di osservazione e comportamenti sicuri, trasformando i near miss in opportunità di apprendimento.

Co.Di.Me.: dalla segnalazione all’azione concreta

Attraverso i servizi di Servizio di Prevenzione e Protezione, la consulenza per la sicurezza nei cantieri e un’ampia offerta di corsi di formazione, Co.Di.Me. supporta le imprese nella progettazione e gestione di sistemi efficaci per la prevenzione degli infortuni, inclusa la corretta gestione dei near miss.

Segnalare un mancato infortunio oggi significa evitare un incidente domani.
Con il giusto metodo, la giusta formazione e un partner qualificato, la sicurezza diventa un processo continuo e condiviso.

Contatta Co.Di.Me. per una consulenza personalizzata.

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